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Il consolidante nel restauro ligneo

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Consolidante

ConsolidanteCONSOLIDANTE
Una sostanza che dona resistenza al legno debilitato, penetrando allo stato liquido all'interno delle fibre e solidificandosi dopo un certo tempo, creando così una pellicola interna che attribuisce maggiore consistenza a questo materiale.

Il consolidante nel restauro del legno:prima di scegliere il consolidante bisognerà valutare alcuni aspetti fondamentali:

- In primo luogo occorrerà considerare i danni che tali sostanze possono procurare al mobile, come ad esempio la deformazione della superficie trattata (alcuni di questi prodotti aderiscono in modo disomogeneo alle pareti del legno, tirandolo e provocando di conseguenza una deformazione), gli effetti negativi che possono avere degradandosi (riducendosi allo stato di polvere all'interno del legno), o i danni che la mancanza di plasticità di un determinato consolidante può produrre (non adattandosi ai movimenti naturali dei legno possono prodursi rotture).
D'altra parte, bisognerà evitare che il loro peso specifico possa alterare, per eccesso, il peso totale dell'oggetto.
È poi necessario tenere presente che i consolidanti acquosi, come la colla animale, possono aumentare l'umidità contenuta nelle cellule del legno e che le resine termoindurenti (ossia che non solidificano per evaporazione di un solvente ma per reazione tra due componenti) liberano calore, determinando un repentino e non sempre positivo aumento di temperatura nell'oggetto.
Inoltre alcuni di questi prodotti possono provocare alterazioni estetiche al legno, conferendogli una brillantezza impropria o una diversa caratteristica tattile.
Un'alterazione estetica che, logicamente, diventerà significativa se prodotta in una parte visibile del mobile.

- In secondo luogo bisognerà valutare la penetrabilità del consolidante.
È necessario che abbia un grande potere di penetrazione, affinché possa raggiungere tutte le gallerie del legno senza dover praticare nuovi fori, ingrandire quelli già esistenti o dover sommergere l'oggetto in un bagno di consolidante (soluzione che non risulta quasi mai praticabile poiché, oltre a non poter essere applicata a mobili grandi, potrebbe danneggiare gli altri materiali che compongono il mobile).

Un altro modo di potenziare la penetrabilità del prodotto consiste nel mettere il mobile sottovuoto mentre si sta consolidando (operazione non facile data la complessità e l'elevato costo di questo tipo di infrastrutture).
In generale un consolidante deve essere elastico, penetrante, resistente, facile da lavorare e da tingere, che agisca come adesivo e conferisca la consistenza necessaria richiesta da ogni caso specifico (che dovrà essere maggiore nelle zone strutturali), e che sia quanto più reversibile possibile.
In relazione a quest'ultimo punto è noto che alcuni consolidanti sono reversibili in laboratorio ma smettono di esserlo nella pratica.
Per eliminare un consolidante si può immergerlo in un bagno di solvente, ma si tratta di un'operazione praticamente irrealizzabile visti i danni che provocherebbe non solo al legno ma anche alle tinture, alle vernici ecc.
Per portare a termine quest'operazione bisognerebbe inoltre porre l'oggetto sottovuoto al fine di estrarre il consolidante (già allo stato solido) da tutti i meandri del legno.
Si tratta di un metodo eccessivamente traumatico per l'opera (allo stato attuale della tecnologia applicata al restauro) per poter essere preso i n considerazione.
In definitiva il restauratore deve sapere che quando utilizza un consolidante compie un'operazione quasi sempre irreversibile, dato che ciò che viene introdotto nella materia difficilmente potrà essere riestratto da essa.

TIPI DI CONSOLIDANTE
I consolidanti utilizzati nel restauro possono essere di due tipi: naturali e sintetici.

Consolidanti naturali:

Colla animale
Colla animaleSi tratta di un materiale proteico composto principalmente da collagene.
Esistono due tipi di colla animale che possono essere utilizzati come consolidanti: la colla forte (estratta da pelle, ossa, cartilagini e tendini di alcuni mammiferi e disponibile anche come colla animale liquida pronta all'uso) e la colla di coniglio (estratta dalla pelle di coniglio).
I suoi inconvenienti come consolidante derivano soprattutto dal fatto che seccandosi produce una contrazione dovuta all'acqua utilizzata nella soluzione, fattore che provoca distorsioni plastiche. Inoltre, essendo dissolta in acqua, può conferire al legno un'umidità eccessiva.
Oltre a questo, se si trova in un ambiente umido, propizio allo sviluppo di microrganismi, può facilmente essere attaccata da questi ultimi.
Presenta il vantaggio di essere, teoricamente, molto reversibile, anche se, come abbiamo visto, questo nella pratica è relativo, e inoltre, essendo un materiale tradizionale, se ne conoscono le reazioni col passare del tempo. La sua tossicità è nulla.

Cera d'api
Cera d'apiÈ prodotta dalle api in forma di favi. Si usa come consolidante introducendola a caldo nell'oggetto sia attraverso gli interstizi del legno, per iniezione, sia immergendo l'oggetto in un bagno di cera calda.
L'immersione non è possibile per un oggetto di grandi dimensioni o che presenti materiali che possano venire intaccati dalla cera calda.
La cera d'api è solubile in solventi organici: essenza di trementina, trielina e, parzialmente, in alcool caldo.
La cera d'api ha il vantaggio di essere il materiale organico più durevole e stabile che esista.
E insensibile alla contaminazione, ai cambiamenti ambientali e all'umidità, inoltre, non provoca contrazioni.
Tra i suoi inconvenienti come consolidante segnaliamo la sua scarsa penetrabilità e il fatto che attrae la polvere. La cera d'api non può essere impiegata quando la materia da consolidare svolge funzioni di sostegno.
La sua tossicità dipende dal solvente utilizzato.

Consolidanti sintetici:

All'interno della grande varietà di resine sintetiche che possono essere utilizzate come consolidanti ci limiteremo a segnalare quelle più utilizzate, i cui risultati siano stati provati scientificamente e riconosciuti ad oggi idonei.

Paraloid B72
Si tratta di una resina acrilica solubile negli esteri (acetato di etile e di amile), chetoni, idrocarburi aromatici (toluene), idrocarburi clorurati (tricloroetilene, ecc.). Insolubile negli idrocarburi alifatici (white spirit). Diluibile negli alcooli. Compatibile con diverse resine viniliche e acriliche.
II Paraloid B72 è stato ampiamente studiato a livello scientifico come consolidante del legno e di molti altri elementi che costituiscono il mobile.
Tra i suoi vantaggi segnaliamo la flessibilità, il fatto che non attrae la polvere, non produce deformazioni plastiche ed è molto stabile.
Uno dei suoi inconvenienti è che conferisce al mobile un aspetto plastificato poco naturale.
Non può essere utilizzato nei casi in cui è necessaria una notevole resistenza strutturale.
La sua reversibilità è ipotetica per i motivi già esposti e sia il suo grado di penetrabilità sia la sua tossicità variano a seconda del solvente impiegato.

Acetato di polivinile (PVA)
Si tratta di una resina vinilica. È utilizzabile in forma di soluzione in solventi organici come l'acetone, il toluene, o in emulsioni acquose.
Due tra i vantaggi principali sono quello di avere un grande potere di penetrazione (soprattutto se applicato a caldo) e di non produrre contrazioni.
Tra gli inconvenienti possiamo ricordare che, anche se in passato tali resine venivano considerate molto flessibili, è stato provato che col passare del tempo diventano più rigide.
Per di più fanno aumentare il peso dell'oggetto, sono viscose, migrano verso l'esterno modificando l'aspetto dell'oggetto su cui sono state applicate.
Inoltre, se si aggiunge acqua, questa può apportare un'umidità eccessiva al legno.
Non possono essere mescolate con resine acriliche.
Se si applicano in grandi quantità, si corre il rischio che si secchino gli strati superficiali, formando una pellicola che isolerà gli strati interni impedendo che questi a loro volta si secchino.
La loro tossicità varia a seconda del solvente utilizzato.

Resina epossidica
Si inizia ad utilizzare come consolidante del legno a partire dal 1950.
È composta da una resina epossidica propriamente detta e da un indurente che, quando vengono uniti, induriscono a temperatura ambiente liberando calore (per questo motivo tali resine si chiamano termoindurenti). Queste resine hanno un grande potere di penetrazione.
Sono ideali per consolidare le parti strutturali del mobile poiché trasmettono grande resistenza al materiale a cui vengono applicate.
Non contengono solvente, non si contraggono asciugandosi, motivo per cui non trasmettono tensioni al legno.
Hanno un basso peso molecolare.
Teoricamente sono reversibili se sottoposte a temperature tra i 100 e i 160 °C o mediante un trattamento prolungato a base di di-cloro metano o di-metilformammide a caldo.
Trattamenti che sono però impraticabili in quanto danneggerebbero il mobile.
Tra gli inconvenienti segnaliamo che tendono ad ingiallire con il tempo (fenomeno che si accentua in quelli sofisticati commercialmente), provocando un mutamento cromatico nell'oggetto trattato.
Per di più sono tossiche poiché tra i componenti che si utilizzano nella loro preparazione, al fine di indurirle, ci sono le ammine, che causano forti irritazioni alla pelle.
Vengono inoltre intaccate dall'umidità, sono irreversibili poiché non più solubili in nessun tipo di solvente e liberano calore al momento della reazione tra i componenti, motivo per cui possono essere dannose per il materiale consolidato.

Cera polietilenglicolica
È un polimero di glicole etilenico che si usa fondamentalmente nel consolidamento del legno saturato d'acqua poiché, a differenza di tutte le altre cere, è solubile in questo elemento.
Questa proprietà consente quindi di poter produrre una graduale sostituzione dell'acqua con il glicole etilenico.
Si utilizza anche nel restauro del cuoio.
Non sono incluse in questa sezione molte altre sostanze: alcune, che pure sono state largamente impiegate come consolidanti per il legno, a causa dei loro risultati negativi; altre, invece, perché hanno avuto un periodo di sperimentazione a tutt'oggi troppo breve.

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