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Lampada di Wood portatile

Lampada di Wood portatile

La lampada di Wood emette una luce ultravioletta (lunghezza d'onda 325 nm), che trova applicazione nelle indagini che hanno per oggetto le superfici pittoriche, ma che risulta di grande interesse anche per lo studio delle superfici di diverse tipologie di manufatti.
La luce ultravioletta generata dalla lampada di Wood permette infatti di differenziare e/o evidenziare materiali che non risultano chiaramente distinguibili alla normale osservazione, permettendo l’identificazione di situazioni di disomogeneità altrimenti non individuabili. Questo tipo di indagine serve per verificare se i manufatti analizzati abbiano subito dei restauri e in che misura.
La lampada di Wood viene inoltre impiegata per la verifica dell'autenticità di banconote, di documenti, per evidenziare inchiostri speciali non rilevabili con la normale illuminazione e, in mineralogia, per osservare alcune classi di minerali e controllare la genuinità dell'ambra.

Caratteristiche tecniche:
Tubo da 4W
Lunghezza d'onda del tubo UV: 352 nm
Dimensioni 162x55x20mm
Alimentata da 4 batterie a stilo da 1.5V (comprese)
Torcia incorporata

Lampada di Wood

zoom

Lampada di Wood portatile € 15,00

Istruzioni per l'uso

Analisi dei dipinti tramite la lampada di Wood:
Tra i metodi di esame dei dipinti la fluorescenza all'ultravioletto (UV) è sicuramente uno dei più apprezzati e diffusi.
Questa tecnica è utilizzata principalmente nella fase di accertamento dello stato di degrado dell'opera e, più in particolare, nella verifica dell'esistenza e dell'estensione delle parti non originali del tessuto pittorico. Non sempre è infatti facile stabilire quanto di ciò che è visibile sulla superficie di un dipinto sia originale e quanto invece sia stato aggiunto in seguito.

Proiettando un fascio di raggi UV sulla superficie di un dipinto potremo osservare come alcune parti di esso si illuminino mentre altre rimangano scure. Questo è dovuto al fenomeno fisico della fluorescenza ultravioletta nel campo del visibile, cioè alla proprietà che hanno alcune sostanze di illuminarsi quando vengono colpite dai raggi uv. In pratica i raggi UV (a noi invisibili) vengono assorbiti e riemessi come raggi visibili.
Le differenti luminosità (fluorescenza) osservabili su un dipinto 'illuminato' da una lampada UV sono in funzione non solo della composizione chimica delle varie sostanze che costituiscono la vernice protettiva e gli strati pittorici ma variano anche in base al tempo che è trascorso da quando questi materiali sono stati applicati. Ecco perché con questo esame è spesso facile differenziare le ridipinture dalla pittura originale:
i materiali sovrapposti, essendo meno antichi, risultano infatti più scuri. Infatti, con l'invecchiamento si formano fra leganti e pigmenti delle reazioni chimiche che rendono questi composti più fluorescenti, mentre le reintegrazioni pittoriche più recenti dove queste reazioni non hanno potuto aver luogo appaiono come macchie opache (meno fluorescenti).

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